
Ho avuto anche modo di confrontarmi con il mondo dei tartufi. E’ un’esperienza unica portare il proprio cane a cercare i tartufi. Il sottobosco, il cane che fiuta il tartufo ed inizia a scavare, tu che lo raggiungi e scavi assieme a lui, lui che ti infila il muso nella buca e ti impedisce di vedere. Queste esperienze le condivo con tutti gli altri cercatori. Vi sono poi, però, credenze e miti circa i lagotti che non condivido. Non condivido quelle affermazioni evocative di chissà quali caratteristiche, ma che ad una semplice analisi non sono indicative di nulla come quando si parla di metodi di l’imprinting al tartufo dei cuccioli, che cani figli di campioni siano a loro volta campioni, il non far vivere ai soggetti da lavoro una vita normale perché devono pensare che oltre al lavoro non esista nulla, che il cane veloce sia il miglior cercatore, addestramento completo in una settimana ecc… questi sono alcuni esempi che ho incontrato nel mondo dei cani da lavoro e che non sono disposto ad accettare. È certo che tutti i cani da lavoro hanno bisogno di un addestramento specifico, e che tale addestramento deve essere adattato al soggetto ma non servono formule alchemiche, segrete o miracolose. Per addestrare un lagotto servono solamente due semplicissimi accorgimenti; capire il cane e PAZIENZA, vi accorgerete che tutto il lavoro lo farà lui.